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Gli Istituti Tecnici Superiori (ITS) sono ormai una realtà affermata nel sistema formativo italiano. Ogni anno nascono nuove fondazioni e vengono introdotti nuovi indirizzi di studio, con l’obiettivo di raggiungere le richieste dei neo-diplomati e avvicinarli a un metodo di insegnamento innovativo.

Le università peccano sul lato pratico, non riescono a dare ai ragazzi quell’esperienza che occorre alle aziende per introdurli nel mondo del lavoro. Gli ITS rispondono benissimo a questa esigenza, e i numeri lo testimoniano. L’80% degli studenti trova lavoro entro il primo anno dal termine del percorso di studicontro il 70% per gli universitari con laurea magistrale. Per i laureati triennali la percentuale scende addirittura sotto il 50%.

Eppure in Italia molti Istituti Tecnici Superiori faticano a trovare nuovi allievi. Ti basti pensare che in Germania il numero totale di iscritti è di oltre 700.000, contro i poco più di 10.000 del nostro paese.

Da cosa deriva questo problema? Cosa frena i ragazzi dall’iscriversi agli ITS? Per quale ragione la maggior parte continua a preferire i percorsi di studio classici? Nell’articolo troverai la risposta.

Motivo 1: non conoscono gli ITS

Può sembrare banale, ma ha perfettamente senso. Molti neo-diplomati scelgono l’università semplicemente perché non conoscono alternative. Non si sono mai chiesti se c’è un’altra scelta, oppure quest’ultima non gli è mai stata presentata.

La conseguenza è ovvia. Gli ITS restano un percorso formativo di nicchia, poco conosciuto. Questa è forse la ragione principale che penalizza gli istituti.

Motivo 2: non si fidano del meccanismo

Come abbiamo detto, scoprire l’esistenza degli ITS è molto difficile. Poniamo il caso che solo il 10% dei ragazzi che finisce la scuola conosca gli Istituti Tecnici Superiori (la percentuale è inventata, ma non sorprenderebbe se coincidesse con il valore reale). Di questo 10%, quanti si fideranno di un nuovo metodo scolastico che si pone come alternativa all’università?

Probabilmente il 10% di quel 10%. Puoi trarre da solo le conclusioni. Conoscere non basta, è necessario informare nel modo giusto. La verità è che il sistema universitario ha una forte influenza sui neo-diplomati, questo non si può negare.

Dopotutto costituisce una colonna portante dell’istruzione italiana da secoli, quindi puoi ben capire che riuscire a convincere dell’esistenza di un piano B non è cosa facile.

Motivo 3: non fa per loro

Prova ad immaginare questa situazione: un ragazzo ha appena conseguito il diploma. È giunto il momento di decidere quale strada prendere, quindi confronta varie opzioniUna di queste è proprio la possibilità di un ITS, così si informa sulle caratteristiche di questo percorso di studi. Dopo varie riflessioni conclude che si tratti di un percorso valido, ma…che non fa al caso suo.

Fine! La forza frenante non è stata la mancanza di fiducia in sé, ma l’idea che questa soluzione non fosse ciò che cercava. Probabilmente preferisce ricevere un’istruzione più forte sul lato teorico, oppure ritiene semplicemente che un’università possa aiutarlo meglio a raggiungere i suoi obiettivi.

Motivo 4: negli ITS non c’è la facoltà che vogliono studiare

Gli ITS sono ancora in una fase di sviluppo, quindi non comprendono tutte le aree di studio che si possono trovare nelle normali universitàQuesto limita le scelte dei neo-diplomati, costringendoli a ripiegare su percorsi formativi più convenzionali che soddisfino i loro interessi.

Potrebbero anche essere attirati dal metodo, convinti che una formazione teorica abbinata alla pratica sia una soluzione migliore dell’università. Ma se l’istituto non offre l’indirizzo di studi che gli interessa, questo servirà a poco.

Motivo 5: non gli interessa

Molte persone rifiutano tutto ciò che è nuovo o diverso senza nemmeno conoscerlo. Si tratta di una sorta di pregiudizio morale e categorico.

Convincere questi soggetti a distaccarsi dai loro tabù è molto complicato. Potresti fornirgli i migliori argomenti a tuo favore, ma il risultato non cambierà.

Come rimediare?

Hai visto le principali ragioni che spingono i ragazzi a preferire l’università agli Istituti Tecnici Superiori. Ma non è possibile basarsi solo sui pensieri degli studenti. Se vuoi giungere a una soluzione, devi stravolgere la tua mentalità: immagina ognuno dei 5 punti precedenti, ma stavolta dal punto di vista dell’ITS.

Scopri come applicare le soluzioni!

Ovviamente non tutti i problemi dipendono dall’istituto stesso. Ma per quanto riguarda i 5 punti che hai visto in precedenza, possono tutti essere risolti (o evitati) con una serie di tecniche persuasive.

Vuoi scoprire quali sono? Ho redatto un articolo in cui tratto ognuno di essi nello specifico. Al suo interno scoprirai anche l’ingrediente segreto in grado di sistemarli tutti in un colpo solo.